ricerca storica

Effettuare una buona ricerca storica, sia essa di un ambito urbano, paesaggistico o di un organismo architettonico, vuol dire comprendere le principali trasformazioni che esso ha subito nel tempo.

Si base su di una bona conoscenza diretta, rilievo e sopralluogo, sulla ricerca bibliografica e sulla ricerca archivistica.

La ricerca bibliografica può essere effettuata tramite i network delle biblioteche, che consentono di sapere che tipo di testo è stato scritto su di un determinato argomento da un certo autore e dove è possibile consultarlo,  a partire da testi di tipo più generico a testi via via più specifici, avendo l’accortezza di compilare schede per ciascun testo consultato in cui segnarsi tutto quanto utile ai fini della ricerca come l’eventuale presenza in bibliografia o nota di testi o documenti d’archivio.

Archiviare vuol dire conservare, catalogare, memorizzare, dunque per archivio si intende l’insieme organizzato di documenti (scritti, grafici, iconografici etc) ed atti prodotti, ricevuti o in qualsiasi modo acquisiti da un soggetto -sia esso un ente, una istituzione, una famiglia o un singolo individuo-; con la parola archivio, però, si indica anche il luogo fisico, lo spazio in cui suddetti documenti vengono conservati.

La prima operazione da eseguire è capire cosa cercare, quindi dove.

È innanzitutto necessario documentarsi su quanto è già stato scritto, da quali autori e attraverso la consultazione di quale tipo di fonti (bibliografiche, archivistiche, iconografiche). E’ in questo modo possibile redarre una tabella che associa all’informazione reperita un testo (fonte bibliografica diretta) che a sua volta fa riferimento ad altri testi (fonte bibliografica indiretta), a documenti consultati (fonte archivistica indiretta) o ad immagini e/o catastali visionati e non sempre riportati (fonte iconografica indiretta).

Sarebbe a questo punto auspicabile ripercorrere e consultare direttamente le fonti citate per verificare di persona l’informazione.

Quindi si procede con la consultazione diretta di nuove fonti indagando ulteriormente ed approfondendo la ricerca presso gli archivi già citati nel testo, o testi, di riferimento.

Qualora non si fosse in possesso di alcuna informazione conviene partire dalla situazione attuale ( la proprietà o la diocesi di riferimento) e cercare a ritroso di ricostruire il regime della proprietà iniziando da una consultazione dell’archivio comunale, quindi dell’Archivio di Stato, presente in ogni capoluogo di provincia, e dei catastali storici ( Catasti Gregoriani e Napoleonici e Cessati Catasti). Una volta ricostruito l’albero dei successivi passaggi di proprietà, privato o ente che sia, sarà necessario rintracciare l’archivio più idoneo da consultare: archivi familiari, archivi delle diocesi, archivi degli ordini religiosi, archivi degli architetti, archivi di enti…etc…